La donna che canta (Incendies)
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Titolo originale: Incendies
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Canada: 2010. Regia e seneggiatura di: Denis Villeneuve
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Genere: Drammatico | Mystery | Guerra
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Durata: 130'
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Interpreti: Abdelghafour Elaaziz, Maxim Gaudette, Mélissa Désormeaux-Poulin, Lubna Azabal
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Sito web ufficiale: www.incendies-lefilm.com/
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Nelle sale dal: 21 gennaio 2011
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Trailer
Quando il notaio Lebel, legge a Jeanne e Simon Marwan il testamento della loro madre Nawal, i due fratelli gemelli restano scioccati nel vedersi porgere due buste, una destinata ad un padre che credevano morto e l'altra ad un fratello di cui ignoravano l'esistenza.
Jeanne scopre che la loro madre, Nawal, tranquilla impiegata nello studio di un notaio, nascondeva un passato tragico di cui non era minimamente a conoscenza.
Decide quindi di partire subito per il Medio Oriente per scoprirlo, mentre Simon, per quanto lo riguarda, non ha interesse a soddisfare le richieste della madre, che è sempre stata lontana e avara di affetto. Il suo amore per la sorella lo spingerà presto a unirsi a lei alla scoperta della terra dei loro antenati e sulle tracce di Nawal. Il notaio Lebel li incoraggia mentre i gemelli ricostruiscono la storia della vita della madre, scoprendo un destino tragico marchiato a fuoco dalla guerra e dall'odio e il coraggio di una donna eccezionale.
Denis Villeneuve dimostra ancora una volta in questo lungometraggio di essere un regista con due ossessioni: la matematica e le tragedie contemporanee.
Villeneuve gioca sul tema dei parallelismi tra la matematica e la vita, le incognite, la soluzione del problema e la rivelazione dell'enigma, il tutto ambientato sullo scenario del sanguinoso percorso di costruzione di un'identità palestinese.
La donna che canta spiazza già dall'inizio, non presentando i classici titoli di testa, ma semplicemente una didascalia che introduce il primo capitolo della storia. La prima immagine una finestra affacciata su una piantagione di ulivi, passa poi lentamente verso l'interno di una stanza dove un ragazzino rasato da dei miliziani palestinesi guarda verso lo spettatore.
La figlia assomiglia incredibilmente alla madre da giovane e l'alternanza tra passato e presente conduce lo spettatore fino al colpo di scena finale.
La storia, adattamento dell’omonima opera di successo di Wajdi Mouawad, è una travolgente ricerca iniziatica, nella quale l'orrore della e le emozioni intense e private dei protagonisti si coniugano, così come la forza e la poesia delle immagini si contrappone alla violenza tragica degli eventi storici.